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06 feb

Sadam : in Consiglio va in scena il “No B Day”

BelcecchiIl Consiglio Comunale di Jesi di venerdì 5 febbraio, quello che doveva rivelarsi decisivo sia per le sorti della questione Sadam sia per la “poltrona” del Sindaco, si è rivelato uno spettacolo ricco di colpi di scena, non tutti propriamente di altissimo livello, in pratica un “No B Day” dove la B è quella del primo cittadino Belcecchi, costretto a fare dietro front e, alla fine, ad alzare bandiera bianca, pur restando saldissimo al suo posto…

Belcecchi, infatti, era intenzionato a recarsi a Bologna giovedì prossimo, in casa del Gruppo Maccaferri dove, insieme a Provincia e Regione, fregandosene bellamente del Consiglio Comunale e di ben 4.500 cittadini che si sono espressi in modo contrario, firmare la riconversione dello zuccherificio Eridania Sadam di Jesi. Ma proprio in Consiglio Comunale si è trovato di fronte ad un “fuoco incrociato” da parte di esponenti della sua stessa maggioranza oltre a quelli, ovviamente, dell’opposizione. Il colpo di teatro più evidente, anche se annunciato, è stato quello che ha visto come protagonista Paolo Cingolani, presidente del Consiglio Comunale e vice sindaco, che annunciava la sua fuoriuscita dal PD, andando così a rimpinguare la lista di transfughi democratici già composta dall’ex segretario Nicola Vannoni e dal capogruppo Pierluigi Santarelli. All’annuncio che Belcecchi – infischiandosene anche della proposta di refendum popolare – avrebbe comunque proceduto alla firma della riconversione, Cingolani è andato all’attacco : Il Consiglio Comunale viene espropriato non da chi propone un referendum, ma da chi non vi porta le pratiche e lo scavalca volendo fare di testa sua. (applausi anche dall’opposizione) Il Sindaco non solo ha provocato uno tsunami nel suo partito, ma anche strumentalizzato la questione del referendum per stravolgere a suo favore la verità”.

Della stessa opinione Achille Bucci del PRC : “Il Sindaco, volendo scavalcare il Consiglio, ha compiuto un atto grave, e pensare che sulla questione Sadam manca ancora un vero e proprio piano industriale!. Contro Belcecchi anche i pareri di Claudio Fratesi del PDCI, Mario Sardella dei Repubblicani e Matteo Marasca, che ha invitato il Sindaco ad evitare la sua ennesima figuraccia. Non sono mancati anche i momenti di vera tensione, con parole forti tra esponenti dei diversi schieramenti politici, urla, grida ed offese di diverso tipo, prima tra i lavoratori della Sadam ed i rappresentanti del Comitato Tutela della Salute e dell’Ambiente in Vallesina, poi tra gli attivisti dell’Officina Rebelde e l’assessore Maiolatesi. Ormai però, sulla questione zuccherificio, tutta la città è praticamente divisa in due : basti pensare che a non essere d’accordo tra loro sono da una parte i Verdi, entrati in pieno conflitto con i compagni di sempre del PDCI, dall’altra parte il neonato gruppo del Popolo della Libertà, che ha visto Massaccesi e Montali dichiararsi contrari, mentre Agnetti e D’Onofrio sono favorevoli. Un risultato, questa spaccatura, sul quale la giunta Belcecchi e il sindaco in primis hanno una gravissima responsabilità.

Dopo che si è visto, detto e sentito di tutto, quindi, in serata arriva il dietro front del primo cittadino, che riesce comunque a trovare una mediazione. Se i consiglieri promotori del referendum ritirano la mozione sullo stesso, allora si procederà, come previsto in precedenza, alla votazione sulla riconversione in Consiglio Comunale, ma soltanto la prossima settimana. Il Consiglio approva e la questione Sadam viene rimandata ancora una volta, il tutto ovviamente soprattutto sulle spalle dei lavoratori, che non sanno nemmeno se il gruppo Maccaferri confermerà o meno la mobilità. L’appuntamento con questa squallida telenovela è quindi rimandato al prossimo 12 febbraio, ma il Comitato per la Tutela della Salute avverte : “Quale trucchetto adotterà questa volta Belcecchi per farsi approvare un progetto che, praticamente, vuole solo Maccaferri ? Il Sindaco a questo punto deve fare il suo dovere fino in fondo : assuma su di sé il carico dei rischi patrimoniali e dei possibili risarcimenti milionari cui questo accordo esporrebbe la città. Non li scarichi su noi cittadini e sul Comune, come sta tentando di fare. La ‘cambiale in bianco’, se è davvero in buona fede, la firmi a nome suo ed a garanzia sua, non del Comune! Sono tutti bravi a fare i paladini … con i soldi degli altri!”.





 

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