Sadam : in Consiglio va in scena il “No B Day”
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Il Consiglio Comunale di Jesi di venerdì 5 febbraio, quello che doveva rivelarsi decisivo sia per le sorti della questione Sadam sia per la “poltrona” del Sindaco, si è rivelato uno spettacolo ricco di colpi di scena, non tutti propriamente di altissimo livello, in pratica un “No B Day” dove la B è quella del primo cittadino Belcecchi, costretto a fare dietro front e, alla fine, ad alzare bandiera bianca, pur restando saldissimo al suo posto…
Belcecchi, infatti, era intenzionato a recarsi a Bologna giovedì prossimo, in casa del Gruppo Maccaferri dove, insieme a Provincia e Regione, fregandosene bellamente del Consiglio Comunale e di ben 4.500 cittadini che si sono espressi in modo contrario, firmare la riconversione dello zuccherificio Eridania Sadam di Jesi. Ma proprio in Consiglio Comunale si è trovato di fronte ad un “fuoco incrociato” da parte di esponenti della sua stessa maggioranza oltre a quelli, ovviamente, dell’opposizione. Il colpo di teatro più evidente, anche se annunciato, è stato quello che ha visto come protagonista Paolo Cingolani, presidente del Consiglio Comunale e vice sindaco, che annunciava la sua fuoriuscita dal PD, andando così a rimpinguare la lista di transfughi democratici già composta dall’ex segretario Nicola Vannoni e dal capogruppo Pierluigi Santarelli. All’annuncio che Belcecchi – infischiandosene anche della proposta di refendum popolare – avrebbe comunque proceduto alla firma della riconversione, Cingolani è andato all’attacco : “Il Consiglio Comunale viene espropriato non da chi propone un referendum, ma da chi non vi porta le pratiche e lo scavalca volendo fare di testa sua. (applausi anche dall’opposizione) Il Sindaco non solo ha provocato uno tsunami nel suo partito, ma anche strumentalizzato la questione del referendum per stravolgere a suo favore la verità ”.
Della stessa opinione Achille Bucci del PRC : “Il Sindaco, volendo scavalcare il Consiglio, ha compiuto un atto grave, e pensare che sulla questione Sadam manca ancora un vero e proprio piano industriale!“. Contro Belcecchi anche i pareri di Claudio Fratesi del PDCI, Mario Sardella dei Repubblicani e Matteo Marasca, che ha invitato il Sindaco ad evitare la sua ennesima figuraccia. Non sono mancati anche i momenti di vera tensione, con parole forti tra esponenti dei diversi schieramenti politici, urla, grida ed offese di diverso tipo, prima tra i lavoratori della Sadam ed i rappresentanti del Comitato Tutela della Salute e dell’Ambiente in Vallesina, poi tra gli attivisti dell’Officina Rebelde e l’assessore Maiolatesi. Ormai però, sulla questione zuccherificio, tutta la città è praticamente divisa in due : basti pensare che a non essere d’accordo tra loro sono da una parte i Verdi, entrati in pieno conflitto con i compagni di sempre del PDCI, dall’altra parte il neonato gruppo del Popolo della Libertà , che ha visto Massaccesi e Montali dichiararsi contrari, mentre Agnetti e D’Onofrio sono favorevoli. Un risultato, questa spaccatura, sul quale la giunta Belcecchi e il sindaco in primis hanno una gravissima responsabilità .
Dopo che si è visto, detto e sentito di tutto, quindi, in serata arriva il dietro front del primo cittadino, che riesce comunque a trovare una mediazione. Se i consiglieri promotori del referendum ritirano la mozione sullo stesso, allora si procederà , come previsto in precedenza, alla votazione sulla riconversione in Consiglio Comunale, ma soltanto la prossima settimana. Il Consiglio approva e la questione Sadam viene rimandata ancora una volta, il tutto ovviamente soprattutto sulle spalle dei lavoratori, che non sanno nemmeno se il gruppo Maccaferri confermerà o meno la mobilità . L’appuntamento con questa squallida telenovela è quindi rimandato al prossimo 12 febbraio, ma il Comitato per la Tutela della Salute avverte : “Quale trucchetto adotterà questa volta Belcecchi per farsi approvare un progetto che, praticamente, vuole solo Maccaferri ? Il Sindaco a questo punto deve fare il suo dovere fino in fondo : assuma su di sé il carico dei rischi patrimoniali e dei possibili risarcimenti milionari cui questo accordo esporrebbe la città . Non li scarichi su noi cittadini e sul Comune, come sta tentando di fare. La ‘cambiale in bianco’, se è davvero in buona fede, la firmi a nome suo ed a garanzia sua, non del Comune! Sono tutti bravi a fare i paladini … con i soldi degli altri!”.
















