Sadam-Vannoni; le reazioni e la versione di Belcecchi
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Le dimissioni di Nicola Vannoni da segretario del locale Partito Democratico in seguito alla discussione nel partito sul caso della riconversione Sadam, hanno scatenato numerose reazioni sul piano politico e cittadino. In casa PD si registra un duro “botta e risposta” tra esponenti dello stesso partito, mentre diversi sono gli interventi da parte del mondo civile, quindi è proprio il Sindaco Belcecchi, in un comunicato, a dire la sua su quanto avvenuto.
Il Comitato Tutela dell’Ambiente e della Salute in Vallesina, in un documento intitolato “Belcecchi e Maccaferri contro Tutti”, scrivono quanto segue : “In attesa di spaccare definitivamente la città continuando ad assecondare progetti che mettono cittadini contro lavoratori, salute contro occupazione, Belcecchi ha già ottenuto il risultato di spaccare il suo partito. Complimenti. Possiamo immaginare che Maccaferri ‘ringrazi’. Di fronte alla inaffidabilità di un Sindaco che rifiuta un confronto trasparente e pubblico (lo capiamo, visto che le poche volte che si è affacciato ad un dibattito su Sadam, è sempre risultato perdente) scegliendo invece i metodi della ‘bassa politica’, degli incontri cosiddetti bilaterali, delle ‘proibite stanze’, i cittadini chiedono che il Consiglio Comunale batta un colpo e che sia in grado di rendere trasparente la discussione sulla vicenda Sadam e la caparbia battaglia di questo che, paradossalmente, potremmo chiamare un ‘Sindaco ad acta’. I cittadini ed i Comitati [...] non sono più disposti a far sconti a questo Sindaco. Al Sig. Belcecchi [...] chiediamo di dirci, una volta per tutte : qual è l’inquinamento attuale a Jesi ? Dove sono quei dati che mancano dal monitoraggio ? Che tipo di ulteriore inquinamento ci sta ‘regalando’, difendendo i piani di Maccaferri? Vediamo se avrà il coraggio di confrontarsi pubblicamente sulla ‘favola’ degli 11,2 MW che inquinano come 5 MW e sui dati non credibili in base ai quali sta decidendo le sorti ed il futuro della città ”.
Come detto, però, la discussione si è fatta aspra anche sul piano politico, ed all’interno dello stesso partito. A molti non è infatti piaciuto il comunicato stampa emesso da Marta Santoni, Presidente dell’Unione Comunale, subito dopo le dimissioni di Vannoni e che recita come segue : “L’Unione Comunale del Partito Democratico di Jesi ha discusso in due sedute lo stato attuale del percorso sulla trattativa per la riconversione dello stabilimento Sadam. Al termine di un articolato e serio confronto l’Unione ha accolto a maggioranza (32 voti favorevoli, 19 contrari, 4 astenuti) la mozione presentata dal Sindaco Belcecchi che prevede la prosecuzione delle trattative in corso collocandola in una prospettiva di ulteriore approfondimento con il territorio di area vasta (Comuni, Provincia e Regione) sulle diverse questioni connesse (sicurezza, salute pubblica, ambiente, occupazione e sviluppo sostenibile) attraverso l’avvio di un’intensa fase di informazione, comunicazione e confronto con la città e con tutto il territorio. Al termine dei lavori il Coordinatore cittadino Nicola Vannoni ha rassegnato le proprie dimissioni”. Tra i primi oppositori a questo freddo documento, ecco Andrea Togni, Presidente del Primo Circolo dell’Unione : “Leggendo questo comunicato sembrerebbe che Vannoni fosse contrario al proseguimento delle le trattative, ma non è così. Nicola, dimostrando coerenza e serietà , ha portato avanti con fermezza la propria posizione, che poi è la stessa espressa dal Consiglio Comunale il 13 dicembre 2008, vale a dire la centrale a 5 MW. Il documento del Sindaco è stato in primo luogo un attacco scorretto al segretario con lo scopo di forzare la situazione, al fine di ottenere il consenso del partito per poter firmare un progetto che prevede una centrale a 11,2 MW. Perchè nel comunicato stampa manca completamente ogni riferimento alla centrale a 11,2 MW ? Perchè si è liquidato con due righe una vicenda che ha spaccato il partito, facendo credere che si vuole proseguire nelle trattative, quando invece si sa benissimo che il sindaco vuole firmare ? In questo comunicato ci vedo un tentativo di scaricare tutta la responsabilità di quanto accaduto sulle spalle di Nicola. Una vera e propria scorrettezza!”.
Della stessa opinione è Luca Polita : “Non tutti all’interno del nostro partito hanno interesse a tutelare l’ambiente, basti pensare che per qualcuno la partita si doveva giocare sulle compensazioni economiche. Come se sia possibile barattare l’ambiente per del denaro a favore del Comune di Jesi. Perché queste cose non sono state dette nel Comunicato, perché non si fa accenno alla centrale a 11,2 MW ? Per non parlare poi di come si è avuta quella maggioranza a favore del Sindaco. C’era gente mai vista in Unione Comunale, che tu (Marta Santoni, NdJJ), essendo garante, dovevi aver già sostituito, visto che dopo 3 assenze ingiustificate una persona perde diritto a far parte dell’Assemblea stessa. Ringrazio Nicola Vannoni per come ha giudato il partito in questi mesi e per il suo progetto di rinnovamento della politica cittadina, che ha subito un colpo la scorsa sera, ma che non è tramontato”. Si registra poi la posizione di Leonardo Lasca, iscritto al partito ed intervenuto alla riunione dello stesso, che la dice lunga sulla situazione all’interno del PD e sul rapporto con i suoi iscritti : “Mi è stato chiesto di allontanarmi dalla Casa del Popolo dov’era in corso la riunione per discutere della questione Sadam. Ci ero andato per ascoltare, per capire cosa avrebbe deciso su una questione tanto cruciale per la nostra città il partito a cui sono iscritto e che ho contribuito a fondare. Mi interessava capire anche come si sarebbe formata una volontà , che è cosa non indifferente per un partito che si chiama, si definisce e vuole essere democratico. Questo perché il circolo cui sono iscritto non mi risulta abbia mai convocato assemblee per informare e discutere alcunché, meno che mai sulla vicenda Sadam. A questo punto non saprei la differenza possa esistere tra un iscritto e, non dico un elettore del PD, ma anche un semplice cittadino. Prendo atto, se mi si passa una battuta, che il PD di Jesi ha inteso sciogliere il dubbio su cui tante menti illustri si stanno arrovellando : siamo un partito degli iscritti o degli elettori ? L’abbiamo saltato a piè pari : abbiamo fatto il partito degli eletti con le primarie, che magari non hanno preso neanche la tessera del PD”.
A quest’ultimo ha risposto brevemente Leonardo Animali : “Dopo che all’Unione Comunale, per più di una volta, è stato ritenuto opportuno far intervenire i rappresentanti del Comitato Tutela della Salute e dell’Ambiente della Vallesina e delle Organizzazioni Sindacali, rimango meravigliato (e non in positivo) che ad un iscritto del PD di Jesi sia stato negato il solo poter assistere alla riunione. Io sono arrivato a riunione già iniziata e non sapevo dell’accaduto”. Ad Andrea Togni, invece, ha risposto lo stesso Sindaco Fabiano Belcecchi : “Se presentare un documento diverso da ciò che propone il segretario è un attacco scorretto, allora credo che dovremmo chiarirci molte cose su come deve lavorare un partito e sul concetto di democrazia interna. E’ un anno e mezzo che tutti dicono che ho la smania di firmare, ma la sottoscrizione dell’Accordo di Riconversione è un atto che spetta al Sindaco, per il quale non è richiesto alcun mandato. Né dal partito, né dalla maggioranza, né dal Consiglio Comunale. Quindi avrei potuto firmare in qualsiasi momento. Risulta che abbia firmato qualcosa ? No. E se non l’ho fatto è perché ho deciso autonomamente di fare un percorso diverso che mi sembra stia rigorosamente e coerentemente rispettando”.
Sempre il Sindaco, infine, comunica ufficialmente il suo disappunto su quanto accaduto : “Non rientrava tra i miei obiettivi arrivare alle dimissioni di Vannoni, perché non sono stato io il primo a chiedere di votare un documento quindi, a fronte di una posizione espressa da alcuni membri dell’Unione, non solo ho accettato quel documento, ma ho chiesto espressamente al coordinatori di incontrarci e trovare una soluzione unitaria, ma lui si è espresso in maniera contraria chiedendo all’Unione che si andasse al voto. Poi sono stato io il primo a chiedere all’Unione di respingere le dimissioni del coordinatore a seguito dell’esito della votazione. Prendo atto della sua decisione ed apprezzo la sua coerenza. In questa vicenda, sicuramente complessa e delicata [...] sia chiaro che quanto accaduto non significa affatto alcun sì immediato alla riconversione dell’ex Sadam, ma si sostanzia piuttosto in un giudizio positivo sui risultati finora raggiunti nel percorso con l’azienda, ancora aperto, da perfezionare, sviluppato nel rigoroso rispetto del mandato che il Sindaco ha ricevuto dal Consiglio comunale il 13 dicembre scorso e dalla stessa Unione Comunale del Pd di aprile con cui si dava mandato al Sindaco stesso di trattare su tutti i punti previsti nell’atto di indirizzo, nessuno escluso”.
















