Artisti jesini in mostra a San Benedetto del Tronto
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Dal 19 al 27 settembre, negli spazi affascinanti della Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, si terranno le esposizioni congiunte dal titolo “Occhio dorato scura pazienza”. In mostra le opere di due jesini, il pittore Andrea Silicati ed il fotografo ed artista digitale Fabrizio Carotti, diversi tra loro ma uniti da questa esposizione il cui nome riprende un verso del grande poeta austriaco Geroge Trakl. L’evento è a cura di Valerio Dehò, critico d’arte e insegnante di estetica nelle Accademie delle Belle Arti di Ravenna e Rimini, giĂ curatore al Kunsthaus di Merano. La Provincia di Ascoli Piceno e l’assessorato alla Cultura del Comune di San Benedetto del Tronto, patrocinano la mostra.
Andrea Silicati si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Di lui vanno ricordate, tra le altre significative esperienze, la performance “Incontri osmotici” alla Mole Vanvitelliana di Ancona nel 1996, la partecipazione nel 2006 alla 4a Triennale d’Arte Sacra Contemporanea presso il Seminario Arcivescovile di Lecce, i due allestimenti “Aner Anthropos 0.1 e 0.2″ (rispettivamente di aprile e giugno 2009). Il giornalista e critico d’arte Gianluca Marziani, sarĂ invece il curatore della prossima personale di Silicati, che si terrĂ nella Galleria Portfolio di Senigallia. Del pittore jesino Dehò ha detto che “ha inventato una tecnica personalissima per evadere dalla prigione della tradizione [...] la sua è una rivistazione originale della figurazione che assume toni imprevisti [...] una pittura non pittura, un segno disfatto, irregolare e per questo interessante. E’ un erede attuale del giapponismo che influenzò alla fine dell’Ottocento anche Van Gogh, naturalmente non dal punto di vista della semplice citazione storica, quanto piuttosto come riscoperta di punti di equilibrio nella storia dell’arte tra Espressionismo e Ukiyo-e”.
Fabrizio Carotti si è laurato in Filofosia con indirizzo estetico all’UniversitĂ di Bologna. All’attivo ha una personale a Peschiera del Garda nel 2008, un’altra personale nello stesso anno alla Pinacoteca Civica di Fabriano, la partecipazione alla mostra fotografica collettiva omaggio a Mario Rigoni Stern nella chiesa dei SS. Ambrogio e Bellino di Vicenza. Nel 2009 entra ufficialmente nel mercato artistico partecipando, con la galleria Artesgarro, ad Arte fiera Bergamo, Arte Cremona, Arte Genova e Arte Firenze). Anche per Carotti riportiamo il parere di Dehò, curatore dell’esposizione a San Benedetto del Tronto : “Carotti parte dalla fotografia come genealogia impossibile per aprirsi ad una sperimentazione verso altre situazioni e verso la pittura stessa, che è consanguinea per la sua generazione. La fotografia pittorica di Carotti riesce a sintetizzare quello che si affaccia sulla scena dell’arte figurativa contemporanea, sempre alla ricerca di una medietĂ tra le strutture del profondo e i miracoli della superficie digitale”.
















